L’Italia, stato di denegata giustizia

La richiesta di archiviazione del pm dr. PESUCCI è un’autentica istigazione al suicidio

Bisogna avere il coraggio, nel massimo rispetto di tutti, di dire che anche gli inquirenti sono uomini soggetti alla legge. Non avere di loro la paura che nutrono molti avvocati, i quali in privato ti riferiscono giudizi sommamente sprezzanti sui PM e sui GIP, e poi in pubblico ostentano nei loro confronti la massima compiacenza.

Vi sono poi alcuni fatti certi.

I magistrati non sono quasi mai interessati, ed in primis i PM , ai reati subiti dalla gente comune, a meno che non siano di sangue e consentano quindi di attivare un dichiamo mediatico a copertura delle indagini.

In secondo luogo la magistratura tende a pendere dalla parte del più forte. Gli avvocati sottovoce descrivono il triste fenomeno dello scandalo dovuto alla corruzione giudiziaria che fa presupporre addirittura che alcuni magistrati deleghino agli avvocati stessi della parte più potente o che decidano di colpire le persone che in passato, come l’ing. SCASSA, ha argomentatamente e duramente criticato la magistratura stessa. Si tratterebbe di una sorta di vendetta delle toghe sporche.

Accuse di mediocrità rivolte a molte toghe che saranno fatte proprie anni fa anche dal Procuratore Generale presso la Corte d’Appello di Ancona, Nello DRAGOTTO, che, dopo aver sbertucciato per anni su un suo proprio blog sentenze dalle motivazioni idiote, ha infine gettato la toga alle ortiche.

Per tacere dell’incredibile vicende del giudice dr.ssa Cecilia CARRERI, il GIP di Vicenza che nel 2005 già chiedeva le imputazioni per ZONIN – potente presidente della Banca Popolare di Vicenza, protagonista di un clamoroso crack dieci anni dopo –  e che la Magistratura ha indotto al licenziamento, dopo le sue dure prese di posizione contro il banchiere “enologico”. La dr.ssa CARRERI nel 2018, quando la sua richiesta di reintegro nella funzione giudicante venne respinta dal CSM, ebbe a scrivere:  “Vorrei dedicare questa giornata – il 21 giugno – a tutti i magistrati eliminati perché avevano fatto il loro dovere. Ne ho conosciuti molti, alcuni eliminati fisicamente, altri privati illegalmente della loro toga. E’ la stessa cosa… Le mie dimissioni sono nulle, e lo sanno. La motivazione è stata segretata per paura del giudizio della gente e dei giornalisti. Trionfano così le illegalità, le ingiustizie, la criminalità. Ora mi ritiro a vita privata e chiedo il silenzio per rispetto degli oltre dieci anni di persecuzione e sofferenza che ho subito per aver fatto il mio dovere di magistrato”. Vicende che sono raccontate nel libro “Non c’è spazio per quel giudice” , Mare Alto Editore, la cui  lettura ci informa sull’esistenza di una consistente percentuale di giudici ed inquirenti che sono vera e propria spazzatura delinquenziale: Peraltro la dr.ssa CARRERI  a quanto risulta, non è mai stata oggetto di querele, nonostante le durissime accuse mosse agli ex colleghi magistrati ed al circo della giustizia italiana.

Quanto invece alla magistratura, anche il Presidente Berlusconi ha convenuto: “La magistratura è peggio della Mafia“, per poi meglio precisare durante un’udienza che: “La magistratura è incontrollata, incontrollabile e ha impunità piena“. 

Pure Vittorio SGARBI  ha avuto il coraggio di dichiarare il 25 giugno 2020 alla Camera che urge una commissione parlamentare di inchiesta sulla nuova tangentopoli rappresentata dalle scandalose sentenze di molti magistrati, rectius “contro la criminalità di magistrati che fanno l’opposto del loro lavoro”.

Il sostituto procuratore della Repubblica a Milano David MONTI ha dichiarato nel 2019 che la Magistratura è un «Sistema decomposto», un Sistema tribale». Dopodiché ha pensato bene – letteralmente schifato dalla Giustizia italiana, di andarsene in pensione con sei anni di anticipo.

Per tacere delle incredibili vicende che hanno visto protagonisti – tra i tanti – l’ex presidente ANM e membro del CSM Luca PALAMARA, il presidente di sezione del Consiglio di Stato Nicola RUSSO, l’ex PM di Siracusa Giancarlo LONGO, l’ex giudice del Tribunale di Torino Giuseppe SALERNO; l’avv. Piero AMARA (che ha denunciato l’esistenza della loggia massonica Ungheria che sarebbe infarcita di magistrati, alla faccia del divieto di legge loro imposto di iscriversi alle logge), l’avv. Giancarlo CHIARELLO, nello zaino del cui figlio sono stati recentemente trovati 1,2 milioni di euro che sarebbero serviti per la corruzione del giudice Giuseppe DE BENEDICTIS del Tribunale di Bari, egli pure finito agli arresti:  l’elenco potrebbe continuare molto lungo, l’ex sostituto procuratore di Trani Michele NARDI, accusato di essere al centro di un lucrosissimo giro d’affari legato alla gestione del suo ufficio, che il Tribunale di Lecce ha condannato a 16 anni e 9 mesi di reclusione, disponendo che a suo carico venissero confiscati 2,2 milioni di euro, con l’accusa di associazione per delinquere, corruzione in atti giudiziari e falso. 

Apertis verbis Vittorio FELTRI , intervenendo nel dicembre 2021 a un programma de La7,  ha sintetizzato l’effetto ripugnante che i fatti descritti gli provocano in questi termini: “Mi vergogno di essere italiano, visto la magistratura che abbiano”. 

quando i magistrati dovrebbero essere condannati pe corruzione i n atti giudiziari