Il PM sprezzante nei confronti dei cittadini, in stato di confusione mentale

Il comportamento del dr. PESUCCI e subito apparso strano e stupefacente, prepotente, contradditorio,  assurdo.

L’Ufficio di Cuneo inizialmente non riusciva ad aprire la querela ed i relativi allegati, scritta direttamente dal querelante ing. SCASSA e inoltrata  telematicamente per il tramite dell’av. GILESTRO di Torino con la motivazione che non poteva aprire i file in pdf firmati digitalmente, poi si è reso necessario un reinvio dei medesimi senza firma digitale. In secondo luogo sono occorse tre settimane per avere una risposta da parte dell’Ufficio del 335 per conoscere il numero di RG e quindi il nome del sost. Proc. cui era stato affidato il proc. pen. per poter comunicare con lui in merito alle rilevanti novità che nel frattempo erano emerse dalle indagini condotte direttamente dalla p.o.  Successivamente l’invio di un’importante memoria per via telematica si è reso impossibile perché questa volta la segreteria del dr. PESUCCI non riusciva d aprire il file, un semplice pdf, inviato come da indicazioni ricevute in formato pdf non firmato digitalmente: il querelante doveva recarsi all’ufficio postale e spedire una raccomandata 1  con ulteriori perdite di tempo.

Poi verso la fine di luglio un nuovo colpo di scena. L’8/8/2022 l’ing. SCASSA telefonavA alla segreteria del pm dr. PESUCCI a Cuneo, comune che dista circa 100 km dalla sua abitazione perché intendeva depositare una memoria importante con alcuni aggiornamenti che potevano essere molto utili per le indagini: aveva da poco appreso di una nuova truffa perpetrata nel 2021 al sig. CERRITO da parte dell’ASTESANA e che il 1° agosto 2022 quest’ultimo aveva cercato di perpetrare un’altra truffa ai danni del sig. Pietro DELFINO, cercando di carpirgli un robusto acconto. L’ing. SCASSA intendeva informarsi se il deposito poteva venire per email in considerazione del fatto che aveva difficoltà ad assentarsi da casa dove convive con sua madre 98enne che necessitava della sua assistenza, non essendo facile reperire in pieno agosto una persona cui affidarla. Gli rispondeva una voce maschile, che riconosceva essere proprio quella del dr. PESUCCI, che in effetti, a sua richiesta si qualificava come tale.  Allora il querelante gli domandava  se fosse possibile interloquire con lui un attimo, ma il pm rispondeva che era occupato. Quando gli veniva poi domandato se fosse possibile inviare un’email, il dr. PESUCCI indicava la sua istituzionale mario.pesucci@giustizia.it.

Seguendo le indicazioni del PM l’ing. SCASSA gli inviava un’email con in allegato la memoria che per tale via intendeva depositare, dopo aver precisato che gli era impossibile procedere per il tramite dell’avvocato GILESTRO che era in ferie all’estero e irreperibile.

Specificava al PM  che: “Sono disperato, assisto con dolore profondo alle continue scorribande dell’ASTESANA, del GUERRIZIO e del CESANO che mi hanno letteralmente derubato e gettato sul lastrico. So di essere un quidam de populo che non conta nulla. Indirò due conferenze stampe a Torino e Cuneo ed aprirò un blog per raccontare questa allucinante vicenda che credo mi porterà al suicidio: ho perso 142500 € per lavori che non sono mai stati eseguiti ed un rustico che valeva ancora almeno 70000 € e che è ora stato quasi integralmente demolito”. Rispondeva a stretto giro di posta, totalmente insensibile alla sofferenza di un cittadino, il PM , che pochi giorni prima aveva affermato che, nonostante la panoplia di casi simili a quello che il querelante gli aveva rappresentato nell’incontro chiesto ed ottenuto dal suo difensore, non intravedeva gli estremi per il reato di truffa, ma al limite quelli per il reato di insolvenza fraudolenta – sebbene qui non vi fosse nessun stato di insolvenza da dissimulare, posto che i capitali all’ASTESANA erano stati forniti con robusti acconti dall’ing. SCASSA e dagli altri committenti truffati.

Nella risposta il dr. PESUCCI precisava, denotando disturbi cognitivi:

Grazie per la documentazione. Tuttavia queste non sono le forme con cui viene solitamente prodotta. In primo luogo, avendo lei nominato un difensore per questo procedimento, la documentazione deve essere mandata dall’avvocato. In secondo luogo, non deve essere mandata alla mail personale del magistrato ma a quella della sua segreteria. Pertanto, non posso tenere conto di questa mail e dei suoi allegati. Faccia mandare tutto dall’avvocato all’indirizzo della segreteria nella modalità ordinarie”.

 L’ing. SCASSA  quello che era di tutta evidenza:

So perfettamente che la mia email con relativo importante allegato è stata inviata al di fuori delle forme canoniche. Conosco perfettamente le modalità – purtroppo ottocentesche –  con cui le pp.oo. – possono esercitare i propri diiritti, tra cui quello di autodifesa: ovvero consegna materiale delle memorie presso le cancellerie. Ma l’indirizzo me l’ha indicato lei quando le ho telefonato, forse non immaginava che volessi produrle una memoria.  L’avvocato Gilestro – come lei immaginerà – è in ferie e non so come contattarlo.

Non è in ferie invece l’associazione a delinquere ASTESANA – GUERRIZIO * CESANO che tramite la  PIXELHOM, che ha la sede a 200 metri del suo ufficio, continuano indefessamente nella truffa

 E in  ogni caso anche lui ha dovuto irritualmente spedire con raccomandata 1 , una mia precedente  memoria perché la cancelleria non riusciva ad aprire un normale pdf. 

Le faccio osservare che le ho spedito in allegato un documento firmato digitalmente: un suo invio mediante pec sanerebbe il problema?.

O devo abbandonare sola mia madre di 97 anni per venire a Cuneo a depositare la memoria?

Con ossequio”

Il PM, preoccupato soprattutto di polemizzare con un cittadino che ha subito una grave truffa e versava in condizioni di forte angoscia, facilmente comprensibili, replicava polemicamente che doveva “moderare ii toni”, e che “L’ordinamento, tramite anche questo Ufficio, le garantisce a pieno i suoi diritti. Quindi adegui il suo linguaggio di conseguenza.”

E precisava infine sprezzantemente:

non ricordo di averle dato la mia mail per inviare memorie, al massimo l’avrò data al suo avvocato, le cui ferie peraltro e le difficoltà di comunicazione con il medesimo non mi riguardano.”

Dopo una sorta di nemmeno troppo velata intimidazione, alla p.o. il dott. PESUCCI scriveva addirittura al difensore dell’ing. SCASSA, invitandolo a impedire che in futuro il di lui assistito avesse ancora a scrivere sulla propria email.

In ogni caso, pacificamente, il problema qui  non è quello del tono piccato con cui il PM si copre di ridicolo e  si perde in polemiche inutili, ma piuttosto nella circostanza della quasi totale assenza di indagini svolte da lui, di relativi provvedimenti , nonostante fosse stato avvisato della reiterazione del reato da parte dell’associazione a delinquere ASTESANA – GUERRIZIO – CESANO con modalità sempre identiche, anche in epoca ben successiva alla presentazione delle querele, e la sua inerzia configurasse una  violazione dunque di quanto previsto  dall’art 274 cpp, in considerazione anche del fatto che siamo pacificmanet in presenza di criminalità organizzata.

Per essere precisi, l’inerzia del dr. PESUCCI , a non pensare di peggio, sembrava non dissimile da quella degli altri PM che in passato hanno ricevuto querele da parte di un gruppo di Committenti della SILVERME (ora PIXELHOM srl) che avevano denunciato già il 27/1/2022 – Demis CERRITO– e nel mese di febbraio 2022 – il sig. Giuseppe SAVIANO, la sig.a Laura SAVIANO – autentiche truffe compiute dall’ASTESANA anche con la collaborazione del GUERRIZIO e del CESANO, che, se fossero state tempestivamente represse, rectius tempestivamente bloccate, con misure cautelari, avrebbero impedito che pure lo scrivente ed altri committenti, tra cui, per quanto se ne ha conoscenza diretta, il sig. MERCANTI e l’ing. ROVERI, venissero truffati.

La differenza è che il pm di Cuneo era in possesso di una quantità di materiale probatorio fornitagli dall’ing. SCASSA infinitamente superiore a quella che era nella disponibilità dei predetti suoi colleghi, i quali non potevano immaginare quanto amp’ia fosse l’estensione del numero delle vittime

Tutto ciò appare davvero fantascientifico, segno di una giustizia iniqua, di pubblici ministeri che nella migliore delle ipotesi si possono definire distratti o sommersi di lavoro, ma che verosimilmente appaiono magistrati che esercitano abuso d’ufficio decidendo loro in modo arbitrario cosa perseguire e cosa tralasciare.

Nello specifico, l’ing. SCASSA, è rimasto esterrefatto dall’inerzia totale del PM dr. PESUCCI della Procura di Cuneo, a fronte degli esiti delle indagini della p.o. da cui emergono fatti di una gravità inaudita, ed il modus operandi, sempre lo stesso, perseguito dall’associazione criminale.