Il committente truffato di Maniago (UD)

Si riportano in ogni caso qui di seguito alcuni passaggi importanti e significativi della querela del sig. D.C: del 27/1/2022.

Egli è stato uno die primi truffati dalla banda ASTESANA, quando la società di copertura edilizia che dissimulava la vera società di fatto avente come core business la truffa si chiamava ancora SILVERME, da cui, con semplice cambio della denominazione e della sede societaria deriverà poi a marzo 2022 la PIXELHOM

Il sig. D.C. di Maniago sporge querela contro Christian LANZUTTI nato a Cividale del Friuli (UD) il il 6/6/1975 e ASTESANA Marco, nato a Savigliano (CN) il 29/1/1994, in qualità di amministratori della società SILVERME srl o chiunque altro risulti responsabile dei fatti di seguito esposti.

Si osservi che la querela contro Marco ASTESANA è del 27/1/2022 e dunque in data ben antecedente alle firme che l’ing. SCASSA ha apposto ai contratti con la PIXELHOM, a testimonianza che l’ASTESANA poteva essere fermato in tempo utile per evitare che reiterasse il reato, infliggendogli un’ingente perdita economica. 

Specificava il sig. CERRITO:

Sono qui presente per denunciare la condotta truffaldina di cui sono stato vittima. Nello specifico, circa un anno fa, tramite una mia arnica, tale Tatiana, soro stato messo in contatto con LANZUTTI CHRISTIAN per valutare la possibilità di eseguire tramite la sua ditta “OTTANTACOSTRUZIONI” presso la mia  abitazione sita nei comune di Maniago (PN) lavori di ristrutturazione rientranti nel cosiddetto bonus 110%; dopo averlo contattato telefonicamente all’utenza n. 39391…., lo stesso qualche giorno dopo si à presentato presso la mia abitazione e dopo aver visionato la casa, lo stesso ha dichiarato dl essere disponibile ad eseguire i lavori dì ristrutturazione.

Poi il sig. D.C. descrive l’ingresso in scena dell’ASTESANA e del GUERRIZIO, l’ingegnere che, come se nulla fosse, in piena clamorosa violazione della legge penale, oltre che del più elementare straccio di deontologia professionale, redige la pratica legge 10/91 per la casa di Maniago da Torino, a distanza di 500 km, pensando che la torta del superbonus sia così appetitosa da poter tranquillamente defecare sulle leggi dello Stato italiano così generoso nei confronti dei truffatori professionali, al punto che persino l’ex Presidente del Consiglio Draghi ha ammesso incredulo che organizzazioni criminali dall’operato simile a quello di GUERRIZIO, ASTESANA e CESANO hanno alleggerito grazie ai superbonus le casse pubbliche di oltre 6 miliardi di euro, senza contare i soldi depredati ai privati cittadini. Leggiamo:

Qualche mese dopo, avendo regolarizzato tutto il carteggio relativo all’utilizzo del bonus, ho ricontattato LANZUTTI Christian per l’avvio dei lavori e lui mi ha dato appuntamento presso lo studio sito ad Udine del geometra CORUBOLO FLORENZO: in tale circostanza mi ha presentato tale ASTESANA Marco, aggiornandomi sul fatto che era entrato in società con quest’ultimo e che i lavori di ristrutturazione sarebbero stati eseguiti dalla società SILVERME [da cui a marzo 2022 è derivata la PIXELHOM srl con amministratore unico l’ASTESANA, ndr].

Su consiglio di LANZUTTi Christian e ASTESANA Marco mi sono rivolto all’ing. Rocco GUERRIZIO con studio a Torino e al Geom. GUATTO Roberto con studio a Udine, il quale agiva sul posto per conto dell’ingegner GUERRIZIO Rocco; qualche tempo dopo mi è stato dato appuntamento da LANZUTTI Christian e ASTESANA Marco presso il loro ufficio di Udine al fine di ritirare e sottoscrivere I” incarico ad appaltatore” (all. 3), predisposto da LANZUTTI Christian e ASTESANA Marco per l’esecuzione dei lavori e per l’impegno da parte della mia persona al versamento di Euro 3.960.00 a titolo di acconto sul  c.c. recante IBAN ITB81F0306964305100000004540 intestato alla società SILVERME SRL. L’appena citato “incarico ad appaltatore” non è stato da me sottoscritto in tale circostanza; tuttavia il 10 settembre 2021 tramite bonifico bancario ho provveduto a saldare i’acconto: sempre in tale circostanza, io e i due amministratori ci siamo accordati verbalmente circa la divisione dei costi da anticipare che poi sarebbero stati portati in detrazione; nel caso specifico abbiamo optato per dividere a metà il costo dei lavori che sarebbero ammontati a circa Euro 169.400.

Il 7 dicembre 2021 ASTESANA MARCO mi ha trasmesso il progetto [la pratica legge 10, ndr] realizzato dall’ing. GUERRIZIO Rocco: due giorni dopo, in data 9 dicembre la mia banca ha ricevuto una disposizione di pagamento a favore della società SILVERME  SRL  di importo pari ad euro 29.040,,00 con causale riferita all’acquisto di materiali edili ed attrezzature connesse: detta operazione è stata da me autorizzata e la banca ha provveduto a saldare quanto richiesto: tale importo era stato richiesto sulla scorta dell’accordo verbale che precedentemente avevo fatto con LANZUTTI CHRISTIAN e ASTESANA Marco.

Si osservi che in base a quanto dichiarato personalmente all’ing. SCASSA dal sig. D.C., e di cui si è riferito, egli si era già accollato l’onere di rompere tutti i pavimenti per rientrare nei massimali previsti dall’ecobonus, posto che anche qui il computometrico del GUERRIZIO è nuovamente alto e gonfiato, sebbene si tratti di un calcolo redatto a dicembre 2021, quando i costi dei materiali edili erano ancora decisamente più bassi rispetto ai livelli raggiunti nei primi mesi del 2022, come valutabili sulla base degli aggiornamenti dei  medesimi massimali da parte del MiTE.(Ministero per la transizione ecologica)

In ogni caso nel seguito il sig. D.C. descrive le modalità classiche della truffa operata dall’ASTESANA: a seguito di un primo robusto acconto viene consegnato un certo quantitativo di pacchi di volgarmente detto polistirolo per l’isolazione (in realtà si tratta di polistirene eps bianco (il meno pregiato) per l’esecuzione del cappotto. Poi i lavori, per i motivi più disparati, si bloccano. In seguito verrà richiesto un nuovo robusto assegno, e addirittura anche dopo la truffa che era stata scoperta e denunciata, l’ASTESANA tornava ancora alla carica per percepire altri soldi.

Si tratta esattamente dell’anteprima di un film che verrà poi mandato in onda nuovamente sugli schermi dei due cantieri dell’ing. SCASSA

Prosegue infatti il sig. D.C.

Qualche giorno dopo LANZUTTI Christian insieme ad altri operai di cui non conosco il nome ha cominciato a scaricare presso la mia abitazione parte del materiale e delle attrezzature che sarebbero state utilizzate per I’esecuzione dei lavori di ristrutturazione; in tale circostanza e nei giorni successivi sia LANZUTTI CHRISTIAN che ASTESANA Marco mi chiedevano anche di saldare la restante parte di mia competenza pari ad Euro 40.000,00 pagamento che da me non è mai stato fatto.

Anche qui siamo perfettamente nel copione. Non pago dell’acconto  ricevuto, ASTESANA chiede subito altri captali per poter andare avanti, e nel caso del sig. D.C., come in quello dell’ing. SCASSA, dell’ing. C.R. e del sig. C.M. li chiederà ripetute volte, con bastarda insistenza.

Ed ecco poi il colpo di scena autentico: ASTESANA sarebbe sparito con la cassa, sì, proprio lui, l’uomo verso il quale gli inquirenti sembrano nutrire uno spirito di deferenza, di deferenza e di complicità , al punto tale che a tutt’oggi, dopo quasi cinque mesi dal deposito delle querele dell’ing. SCASSA, non è ancora stato sottoposto ad alcuna misura cautelare quando tutta la sua  storia personale grida all’immagine del “Truffatore” per antonomasia. Depone il sig. D.C.:

Questa settimana sono stato contattato telefonicamente dal sig. LANZUTTI Christian il quale lamentava il fatto di aver litigato con ASTESANA Marco, il quale a suo dire aveva svuotato i conti sociali e che non avrebbe più potuto operare.

Stamattina ho ricevuto su Whatsapp una foto di una lettera scritta da LANZUTTi CHRISTIAN (all 5), in qualità di amministratore della società SILVERME SRL, ed indirizzata ad ASTESANA Marco e CESANO MICHELE con la quale lamentava la gravità della situazione in cui versava la società e chiedeva una riunione urgente, in tale lettera veniva altresì specificato che i lavori nel cantiere a Maniago venivano sospesi per carenza di liquidità.  

Ma la truffa dell’ASTESANA evolve in un tentativo di estorsione bello e buono anche dopo che il sig. D.C. ha presentato la querela, ed esattamente quando come ci informa l’avv. ORLANDI, nell’atto di opposizione alla richiesta di archiviazione, si legge:

Contrariamente a quanto ritenuto dal P.M., la vicenda segnalata dal sig. CERRITO con la propria denuncia ha tutti i requisiti di cui all’art. 640 C.P.

L’artifizio o raggiro, sufficiente a far ritenere la fattispecie di cui all’art. 640 C.P., appare evidente, infatti, confrontando il contrato iniziale dd. 06/07/2021 (DOC 1), in cui si prevede il versamento della somma di  € 3.600 più IVA regolarmente versata dal sig. D.C., come da bonifico 16.08.2021 (DOC 2), oltre a ulteriore versamento della somma di 29.040 € (doc. n° 3) da una parte, con la richiesta 03.03.2022 della SilverMe Srl (DOC 4) la quale chiedeva il pagamento di euro 53960,00 (e cioè i 3960,00 IVA compresa pattuiti, con l’anteposizione di un 5). Quadro, questo, abbastanza preciso del comportamento di controparte.

(i documenti citati sono in possesso dell’avv. ORLANDI e non dello scrivente)

Non dissimilante per l’ing. SCASSA, dopo la sospensione dei lavori – peraltro mai iniziati – posta in atto dalla PIXELHOM il 31/5/2022, subito dopo il sopralluogo dello SPRESAL ASL TO5, cui in rapida sequenza avevano fatto seguito le dimissioni dell’ing. GUERRIZIO da tutti gli incarichi, l’ASTESANA, anche dopo essere stato querelato dal Committente, emetteva ancora la fattura di 61.000 € per il cantiere di Dronero che faceva riferimento a lavori di fondazioni in c.a., pilastri, edificazione del solaio del 1° piano, del tetto, opere riferite ad entrambi i subalterni, per i quali invece, pur a fronte di un già avvenuto importante esborso di denaro di 80.000 euro, ancora nessuna lavorazione era stata edificata dopo la demolizione, andata peraltro oltre le previsioni del disegno architettonico, di larga parte del rustico (doc. n° 15).

Non si tratta di costruttori, ma di sciacalli della truffa

Effettivamente, secondo lo schema posto in atto nei confronti dell’ing. SCASSA  per la di lui abitazione di Cambiano, l’ASTESANA faceva recapitare nel cortile della casa di D.C. una fornitura parziale di pannelli di polistirene espanso bianco e di poliuretano, per quella che avrebbe dovuto essere l’isolazione dei muri e della copertura dei fabbricati. In entrambi i casi il materiale consegnato, oltre a non essere conforme a quello previsto nelle relazioni legge 10/91, era pure consegnato in una quantità assai ridotta rispetto al bisogno complessivo di cappottatura termica dell’immobile: ma come si è detto tale materiale, spesso non pagato al grossista di materiale edile (vedasi le vicende del sig. ROVERE di Cuneo di cui infra), serviva soltanto a proseguire nell’inganno di una volontà da parte dell’ASTESANA e del GUERRIZIO di continuare attivamente i lavori preventivati, circostanza indispensabile per poter carpire ulteriori acconti ai committenti: nel caso dell’ing. SCASSA di 61.000 €; nel caso dell’ing. C.R. di 28.000 €; nel caso del sig. D.C. di ulteriori 53960 €; nel caso del sig. C.M. di una non meglio precisata cifra, ovvero dell’acconto occorrente per l’acquisto di pompa di calore, pannelli fotovoltaici e serramenti.     

Ma dopo questo intervento iniziale di fornitura – quantificabile in circa 4000 euro, comprensivi del valore di una scala elettrica – non è stato fatto alcun lavoro, sebbene il sig. D.C. si fosse attivato in proprio, come da accordi con l’ASTESANA, per rompere l’intera pavimentazione del primo piano con il martello pneumatico, allo scopo di agevolare la posa in opera dell’impianto di distribuzione del riscaldamento a pavimento, che la SILVERME avrebbe dovuto realizzare. In tal modo al committente era stato garantito uno sconto sul costo complessivo, e una permanenza nei massimali dei bonus,

In seguito, l’’ASTESANA alle legittime pretese di dare inizio ai lavori tendeva a negarsi ed in ogni caso pretendeva un nuovo robusto acconto, fino a quando non scappava letteralmente a Cuneo. A quel punto al sig. D.C.  non rimaneva altro da fare che esercitare pressioni sul GUERRIZIO, anche a fronte delle forti perplessità che pure la banca andava avanzando. Il progettista lo rassicurava di volta in volta, garantendo sulla serietà professionale dell’ASTESANA: non occorrono evidentemente commenti sul ruolo attivo del GUERRIZIO nell’ambito dell’associazione a delinquere che egli aveva posto in atto con l’ASTESANA stesso e con il CESANO.

L’invio di una modesta fornitura di materiale e la redazione della legge 10/91, necessariamente falsa in quanto redatta da un ingegnere che non aveva compiuto nemmeno un sopralluogo, tendevano a simulare una realtà di un’azienda pronta ad eseguire i lavori in ambito Superbonus 110 fornendo al committente una falsa percezione di quella che era la realtà di un’associazione a delinquere finalizzata alla truffa sistematica dei clienti.

Le rassicurazioni sulla serietà professionale dell’impresario, fornite ripetutamente dall’ing. GUERRIZIO, erano un autentico raggiro ed  hanno agito direttamente sulla psiche del sig. D.C., tenendolo tranquillo per un certo periodo di tempo, prima che avesse modo di accorgersi della truffa in cui era caduto.

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